23 mar 2016

A proposito degli zombie


Cult del genere horror e plot indiscusso di centinaia di B-movies, l'apocalisse zombie è ormai diventata una vera e propria ossessione per gli appassionati del genere. Di fatto lo zombie, a differenza di tutte le altre creature orrifiche dell'immaginario collettivo, sembra essere quasi una "malattia" per chiunque sia affascinato da questo tipo di mostro e dalle situazioni che potrebbero ipoteticamente svilupparsi se questi morti viventi invadessero la Terra.



Nell'immaginario odierno lo zombie è un cadavere che, a causa di un certo virus, si rianima pur restando morto e si ciba della carne dei viventi. La consuetudine vuole che un morso dello zombie causi la morte della vittima per poi diventare zombie a sua volta, e così via fino al contagio del mondo intero.

Tuttavia, dopo anni di film con gente urlante che aspetta impalata che lo zombie impieghi le sue due ore e un quarto per raggiungere la propria vittima, i plot e i personaggi coinvolti hanno iniziato ad essere sempre più variegati e relativamente "verosimili" tanto da spingere autori di qualsiasi medium ad immaginare un'invasione di morti viventi nella nostra realtà odierna, oltre a rendere la situazione "realmente" difficile per i nostri eroi.
Spesso vediamo zombie "corridori" o orde talmente numerose da devastare intere città in poco tempo, senza però tralasciare la sempreverde situazione drammatica dell'amico/amante/parente che viene contagiato e che si è quindi costretti a finire col proverbiale colpo alla testa.



Del resto ogni generazione ha la sua proverbiale e caratteristica "fine del mondo ideale".
Intorno al periodo degli anni '70 e gli anni '80 siamo stati ossessionati in ogni dove dallo spauracchio dell'olocausto nucleare che avrebbe ridotto il mondo in un deserto in stile Mojave, governato da bande di motociclisti, dove pallottole e benzina sarebbero diventate strumento di potere e dove cibo e acqua sono le uniche fonti di ricchezza. 
Per quanto riguarda l'invasione zombie rientriamo più o meno negli stessi canoni, ma la differenza è che il pericolo è costante e si sa che dietro ad ogni porta/finestra/armadio/buco/valigia/cassetta per la posta potrebbe esserci uno zombie pronto ad azzannarti. Tuttavia la generazione anni '90 ha imparato grazie ai videogame che non solo è possibile salvarsi dagli zombie, ma che si può anche combatterli e uscirne vivi.



Caso vuole che quest'anno il videogioco sugli zombie per eccellenza, Resident Evil, compia vent'anni; cosa che ci ricorda (oltre il fatto che siamo fottutamente vecchi) quando è stato per molti di noi il punto di svolta di fronte ad un'apocalisse zombie, ossia il fatto che possiamo esorcizzare la paura affrontandola a viso aperto.



Del resto nel gioco siete due poveri disgraziati in mezzo ad una città piena di zombie con armi e rifornimenti limitati e con appresso una ragazzina rincoglionita che vi rallenta SEMPRE (ok, questa è la trama del secondo capitolo ma vabbé), comunque tu giocatore non demordi, ti cerchi un mitra e un lanciarazzi ti fai strada con la grazia di Stallone in Demolition Man. Dopo orde di zombie e bestie varie hai dimostrato che, anche se qualunque cosa incontrassi volesse morsicarti alla giugulare, sei stato capace di uscire da Racoon City con le tue gambe, tutte e due. Un ottimo training per l'autostima.




Piccola parentesi. 
Chi adora le storie di zombie, la notte si sogna gli zombie? Certo che sì!
Non importa se si sogna di cogliere le margherite in un campo fiorito o di dare la tesi di laurea in mutande, da un momento all'altro un'orda di morti viventi potrebbe invadere la stanza e si dovrà cercare una via di fuga sicura cercando di salvare più gente possibile.
A voi non è mai successo? A me sì, e credo (o almeno spero) di non essere l'unica.
Chiusa parentesi.



Perché proprio gli zombie?
Perché, metaforicamente parlando, l'apocalisse zombie è "l'olocausto nucleare dei nostri tempi". Passo a spiegare.
Fino a non molto tempo fa il progresso tecnologico e sociale era il vanto assoluto della società contemporanea, gli ideali edonistici e il benessere erano l'aspirazione massima di tutti, quindi il perdere improvvisamente tutte le moderne conquiste ottenute era un qualcosa di impensabile.
Nel nostro presente la popolazione sta sprofondando in una annichilimento generale, le persone sono in balia degli eventi, perdendo ogni stimolo o spirito d'iniziativa, lasciandosi trasportare verso una specie di oblio collettivo.
Gli zombie che sbranano gli esseri umani e devastano le città sono il simbolo dell'umanità che distrugge se stessa pezzo per pezzo, mettendo progressivamente fine ad una realtà evoluta e civile. Una sorta di de-evoluzione dell'essere umano in un essere stupido, non pensante, spinto da una fame che non lo sazia e di cui non ha bisogno per vivere.
Che i veri zombie potremmo essere noi è un pensiero raccapricciante.



Altro elemento fondamentale da mettersi a confronto con la realtà di oggi è che lo zombie tecnicamente non è reale. Salvo teorie strampalate, sappiamo bene che l'apocalisse zombie è un'eventualità che non può realmente accadere e che quindi è e resterà comunque lontana da noi. Questo perché è un orrore che rimane confinato nell'immaginario e quindi che si può sempre gestire, un fattore che sta alla base dell'horror in generale: ci terrorizza ma resta confinato nella nostra mente e in quanto fittizio non può farci realmente del male.



Nel mondo reale chi "cerca gli zombie" sa nel profondo che i veri mostri sono le persone e quello che sono in grado di fare è il vero orrore.
Chi fantastica sugli zombie ha una consapevolezza del bene e del male molto più chiara di chiunque fantastichi sulla guerra, e sono in casi simili che ci si chiede quale realtà sia davvero peggiore...
Pensare che un'invasione degli zombie sia il male minore che possa accadere al mondo è avvilente, sta a noi fare in modo che questo pensiero non debba mai sfiorarci, nemmeno per sbaglio.



19 mar 2016

Gli amori platonici di una donna "maschiaccio"


Quando una ragazza non rientra esattamente nei canoni della femminuccia tutta fiocchi, glitter e glamour, quando è allergica al rosa confetto e le soap opera le fanno venire l'orticaria, sa già di ricevere presto o tardi l'appellativo di "maschiaccio".
Tuttavia il fatto che una ragazza non abbia attitudini prettamente femminili non significa che disdegni gli esponenti del sesso maschile, ma sta di fatto che trova di certo più attrattiva in uomini che sanno essere decisamente più mascolini di lei.
E quand'è che una ragazza inizia a costruirsi i suoi irrealistici canoni che andranno a stilare le caratteristiche del suo uomo ideale? Ovviamente ovunque tranne che nel mondo reale.
Quando si è ragazzine (e non solo) ci si ritrova infatti ad "innamorarsi" di personaggi che si incontrano su film, libri, cartoni animati e videogiochi vari ed è proprio in quel momento che ci si rovina per sempre in allegria. Ma dato che ci piacciono medium che di norma ricercano un pubblico maschile, le icone ideali che andiamo a pescare non rientrano esattamente nella categoria "principe azzurro".
Alla luce di questa prospettiva, la sottoscritta proverà a stilare una sorta di "bestiario" dei personaggi immaginari che fanno battere il cuore anche alla meno femminile delle donne.


Vegeta (Dragon Ball Z)

Da brave bestiole sappiamo bene cosa sia Dragon Ball e se, come me, fate parte della generazione fine '80/inizio '90 allora sapete bene che il "fenomeno DBZ" ci ha investito come un treno in corsa. Quando i cari Sayan decidono di invadere la Terra avevamo un odio profondo per questo individuo ma non appena arrivati a Namecc le cose hanno iniziato a cambiare. Vegeta è l'emblema del cattivo che diventa buono, inoltre i suoi momenti di eroismo sono così eclatanti e sofferti da farci sciogliere e dimenticare ogni sua malefatta passata. Dopo una breve cotta per il figliolo Trunks, venuto dal futuro per farci sospirare, ci rendiamo conto che buon sangue non mente, ma il principe dei Sayan non si smentisce mai, e dopo un altro paio di morti soffertissime, Vegeta ci prende il cuore e lo fa esplodere, dato che si sa che far esplodere roba è la sua specialità.



Ares (Xena Warrior Princess)

Se adoriamo vedere donne guerriere che prendono a calci tutti come se non ci fosse un domani di sicuro abbiamo adorato Xena. E siccome abbiamo imparato che "bad is good" tutte quante vedendo l'affascinate dio della guerra ci abbiamo fatto un pensierino. Inutile dire che quando rinuncia alla sua immortalità pur di non uccidere la sua amata principessa guerriera abbiamo tutte dedotto che Xena non poteva essere che gay per ignorarlo, oltre al fatto che abbiamo tutte dedotto che a noi piacciono gli uomini senza dubbio.



Solid Snake (Metal Gear Solid)

Personalmente, non ho trovato nemmeno una donna che, dopo aver giocato a Metal Gear Solid, non si sia innamorata della spia Solid Snake. Si presenta come un assassino spietato ma si ritrova ad avere momenti di altruismo dei quali si meraviglia lui stesso. Il fatto che Snake sia un soldato "programmato" per uccidere, ogni suo segno di umanità risulta ancora più affascinate. Esempio palese lo si ha dopo aver incontrato Meryl, grazie alla quale tutte le sue attitudini da bastardo senza cuore vanno a farsi benedire, proprio come il nostro ritegno mentre piangiamo alla fine del videogioco.



Martin Riggs (Arma Letale)

Il tipico "cane sciolto" dei film polizieschi, impulsivo, arrogante, ma maledettamente bravo nel suo lavoro, dal passato oscuro e col cuore spezzato. L'eroe non convenzionale con la battuta pronta e senza rispetto per l'autorità. Ovvio che questo personaggio sia stato creato anche per far fantasticare le donne (e il fatto che sia interpretato da Mel Gibson aiuta parecchio). Sarà che questa saga di film è uno dei capisaldi della mia adolescenza, tanto da sapere a memoria tutte le battute di spicco, ma scommetto che tutte le donne che hanno visto i film di Arma Letale non sono rimaste indifferenti di fronte all'agente Riggs.



Eric Draven (Il Corvo)

Un musicista ucciso brutalmente ritorna dall'Oltretomba per vendicare la morte della propria amata. C'è bisogno di dire altro? Questo è il non plus ultra del romanticismo per delle menti malate come le nostre. Metti il carisma eccezionale del povero Brandon Lee, metti le frasi azzeccatissime, metti che la graphic novel è così piena di sentimento da far commuovere ad ogni capitolo, fatto sta che Il Corvo è una leggenda e tutte noi amiamo Eric Draven incondizionatamente.



Kenshiro (Ken il Guerriero)

Il guerriero dagli occhi tristi che combatte il male del mondo in nome della donna che ama. Un campione di arti marziali letali, temuto dal mondo intero è capace di un amore infinito per una sola donna per tutta la vita. Un concetto dell'amore da ballata epica. Se non è Kenshiro l'uomo ideale non so chi possa essere.



Rei (Ken il Guerriero)

Quelle come noi hanno pianto più con Hokuto no Ken che qualsiasi donna normale con Titanic. In questo anime si trovano prove d'amore estreme e disarmati da parte di uomini che tutto sembrano fuorché carne da matrimonio. L'estremo sacrificio di Rei di Nanto ne è un esempio. Ormai prossimo alla morte, decide di spendere i suoi ultimi tre giorni di vita per rivendicare l'onore della donna che ama uccidendo l'uomo che l'ha rapita e violentata tempo prima. Una volta compiuta la vendetta dichiara apertamente il suo amore, saluta i suoi cari e si chiude in una stanza per non farsi veder morire da chi ama. Eroe.



Gatsu (Berserk)

Schivo, scontroso, con evidenti problemi a relazionarsi col prossimo. Gatsu ha conosciuto solo violenza e morte per buona parte della sua vita e quando si ritrova con degli amici non sa come comportarsi, ma l'essere fedele e altruista gli riesce incredibilmente naturale, così come l'innamorarsi perdutamente di una donna che inizialmente sopportava con fastidio e che non riusciva a capire, ma che poi è stata in grado di fargli conoscere un lato di sé che credeva non esistesse. Gatsu è tanto impacciato nel dimostrare i suoi sentimenti quanto è abile sul campo di battaglia, ed è questo suo lato a farci perdere la testa per lui. Un uomo capace di una furia spaventosa ma anche di un affetto profondo e incondizionato




Aragorn (Il Signore degli Anelli)

Va bene che ci piacciono i "cattivi", ma se ci chiedono qual'è la nostra idea di eroe buono Aragorn è di sicuro tra i primi nomi che ci vengono in mente. Il degno erede al trono di Gondor che sceglie l'esilio perché si ritiene indegno di tale titolo e diventa un ramingo delle terre del nord. Tuttavia, quando capisce che i regni degli uomini hanno bisogno di lui, mette da parte i suoi dubbi e dedica anima e corpo a difendere la Terra di Mezzo. Misterioso, forte, carismatico, ma comunque umile. Come biasimare Eowin se si è invaghita di lui?




Wolverine (X-Men)

Emblema indiscusso del burbero dal cuore tenero. Logan è scontroso, irascibile e non ha ben chiaro il concetto di "lavoro di squadra", ma alla fine ha un'indole molto altruistica e uno spirito di sacrificio non indifferente. Inoltre basta metterci che si strugge per un amore non corrisposto e si è creata la ricetta dell'uomo ideale per noi bestiole attratte da questi esemplari selvatici.



Khal Drogo (Il Trono di Spade)

Guerriero spietato, selvaggio e a tratti animalesco. Khal Drogo non può far altro che incutere timore, ma attraverso il personaggio di Daenerys abbiamo scoperto il lato più umano di questo bestione sanguinario. Un uomo che non ha occhi che per la sua donna e che pian piano ha imparato ad essere premuroso e gentile, ma ovviamente SOLO con la sua Khaleesi. Per chi ha un'attrattiva per il guerriero forte, violento e spaventoso non c'è niente di più bello che essere l'unica ad avere un posto speciale nel suo cuore di pietra, poco invidiata la Khaleesi...




Daryl Dixon (The Walking Dead)

Se il mondo fosse improvvisamente invaso da orde di zombie lui sarebbe di sicuro la prima persona che si vorrebbe a fianco. Daryl non è decisamente un campione di galateo ma sa per certo come sopravvivere. Nonostante sia burbero e taciturno ha veramente a cuore la sorte dei compagni del suo gruppo e non ci pensa due volte a mettere a rischio la sua vita per aiutarli. Comunque il momento in cui TUTTE abbiamo perso la testa per l'arciere è stato quando ha dedicato tutto sé stesso per ritrovare la piccola Sophia. Daryl ha trascorso un'infanzia senza affetto, picchiato dal padre e ignorato da tutti. Abituato ad una vita da sbandato, si mostra preparato a situazioni difficili ed estreme e l'apocalisse zombie, a differenza di tutti i suoi compagni, ha tirato fuori il meglio di lui, trasformandolo in un compagno fidato, un supporto per gli amici e praticamente un eroe per tutte noi.




Geralt di Rivia (The Witcher)

Lo strigo è un altro personaggio che potrebbe incutere timore non appena lo si incontra, con i capelli bianchi e gli occhi felini, ma non appena lo si conosce ogni donna cambia immediatamente idea sul suo conto. Il cacciatore di mostri sembrerebbe un essere freddo e distaccato, del tutto indifferente alle persone che ha intorno, ma in realtà Geralt ha una profonda consapevolezza del senso di giustizia che trascende anche il pensiero comune degli uomini, e per questo non sempre viene capito. Per chi lo conosce sa anche della sua burrascosa storia con Yennefer che dimostra una capacità di provare un affetto che sembrerebbe impossibile per gli strighi, ma ciò che ci ha fatto sciogliere è lo speciale rapporto che ha con la giovane Ciri e come lui sia per la ragazza una figura paterna. Chi ha letto anche i libri, entrando nei pensieri dei Geralt, non può non innamorarsi di lui ad ogni capitolo.


Inutile dire che questa lista non si basa su studi scientifici ma sull'esperienza personale della sottoscritta. Comunque è interessante constatare come, a conti fatti, il trovare il lato dolce del tipo rude rientra proprio nelle prerogative delle donne, quindi la così detta "donna maschiaccio" di maschio ha molto meno di quanto si creda. Siamo pur sempre donne e ci facciamo i film mentali come tutte, solo che ce li facciamo durante il caricamento della partita salvata.